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Con la legge di stabilità del 2020 si è inaugurata la cosiddetta Transizione 4.0, il nuovo piano del Governo mirato a potenziare e migliorare gli strumenti del precedente Piano Impresa 4.0 a favore della digitalizzazione e modernizzazione delle imprese italiane.
Lo strumento agevolativo noto come “Iper ammortamento” è stato sostituito dal Credito d’Imposta I4.0, da utilizzare in compensazione già a partire dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione dei beni al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

Le novità per l’agricoltura

A differenza di quanto previsto dalla precedente misura, possono accedere al Credito d’Imposta tutte le imprese residenti in Italia senza distinzioni sul regime fiscale di determinazione del reddito. Questa significativa differenza permette così anche agli agricoltori singoli e associati che esercitano attività agricole e che determinano il reddito sulla base dei valori fondiari dei terreni di poter accedere al beneficio in presenza di investimenti in beni tecnologicamente avanzati.

Quali sono gli investimento agevolabili

Gli investimenti agevolabili devono essere beni nuovi di fabbrica tecnologicamente innovativi, come ad esempio:
• Trattrici e macchine agricole (portate, trainate e semoventi) che consentono la lavorazione di precisione in campo grazie all’utilizzo di elettronica, sensori e gestione computerizzata delle logiche di controllo;
• Sonde intelligenti di rilevazione umidità del terreno;
• Sistemi robotizzati impiegati nella raccolta;
• Dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati ivi compreso anche l’ammodernamento di beni già esistenti impiegati nelle attività di produzione.

Sono agevolabili anche beni immateriali, come il caso di sistemi software che garantiscono il monitoraggio da remoto di coltivazioni e terreni, sistemi di mappatura dei terreni, e, più in generale, software gestionali specifici per il settore.

In cosa consiste il beneficio fiscale

Il beneficio fiscale è, come già detto all’inizio, sotto forma di credito d’imposta commisurato al costo di acquisizione e variabile in base all’ammontare degli investimenti effettuati nell’anno solare 2020, con possibilità di consegna entro il 30 giugno 2021.
Per i beni materiali il beneficio è pari a:
40 % per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
20 % per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.
Il credito d’imposta deve essere utilizzato in 5 quote annuali di pari importo a partire dall’anno successivo a quello di avvenuta interconnessione.
L’aliquota si applica sul totale degli investimenti, non sul valore del singolo bene acquistato e si tratta di scaglioni incrementali.
Per i beni immateriali si traduce nel 15% del costo sostenuto fino a un valore complessivo di 700.000 euro.
In questo caso il credito maturato deve essere utilizzato in 3 quote annuali di pari importo a partire dall’anno successivo a quello di avvenuta interconnessione.

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SINO

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